TRAMA: Peter Pan ha lasciato Neverland ed è cresciuto.
Ora lo rivoglio indietro.
Sono passati quattordici anni da quando se n’è andato, da quando la stella di Neverland si è spenta e un manto di gelo ha avvolto l’Isola. Nonostante la Jolly Roger sia intrappolata nel ghiaccio, non sono ancora disposto a rinunciare a questa versione perfetta di Neverland senza Peter Pan.
Beh, non è proprio perfetta.
Un’ombra minacciosa sta divorando l’Isola poco alla volta. Non voglio che Pan torni, ma è l’unico in grado di fermarla. Quando finalmente lo trovo, però, mi rendo conto di avere due problemi.
Primo: Peter Pan non ricorda chi è davvero.
Secondo: sembra impossibile resistergli.
Fargli recuperare la memoria non sarà facile. E non solo perché lo odio con tutto me stesso, proprio come detesto i pensieri peccaminosi che continua a suscitare in me. Non posso permettere che mi distragga. Il destino di Neverland è appeso a un filo.
Il vecchio Peter Pan è morto.
Dalle sue ceneri ne è nato uno nuovo.
È una stella. Il sole di Neverland.
E non mi importa se finirò per bruciarmi.

RECENSIONE: Tuttə abbiamo visto almeno un film di Peter Pan. Sappiamo tutto su di lui, su Uncino, sui bimbi sperduti, ecc. Ma cosa succede dopo la fine? Che Peter torna nel regno umano, cresce e perde i suoi ricordi di Neverland. Una Neverland che diventa sempre più fredda e buia da quando lui è andato via. Ed ecco quindi che il temibile (?) Hook decide di lasciare Neverland alla ricerca del suo acerrimo rivale, deciso a riportarlo al suo posto, a riportare la luce. Ma c’è un piccolissimo problema: Peter non ricorda un nulla della sua vita precedente. Hook quindi dovrà portarlo a ricordare e, se nel farlo, si ritrova a fantasticare sul suo acerrimo nemico, beh, cosa può farci?
Far from Neverland è la conclusione di Peter Pan che non vi aspettavate. I bimbi sperduti sono cresciuti, Peter ha un lavoro, Wendy sta per sposarsi e Hook… vuole Peter. Vuole riportare la luce a Neverland ma, mentre cerca di far tornare i ricordi di Peter, qualcosa si sveglia in Hook. Attrazione, desiderio, gelosia, protezione. Mi è piaciuto molto come Hook sia stato caratterizzato. Il suo viaggio in sentimenti mai provati, il suo desiderio di riavere Peter a Neverland perché, da quando manca, lui si annoia. Il tutto mantenendo sempre un’aura pericolosa e misteriosa, rimanendo un affascinante pirata che però sa lasciarsi andare all’amore. Anche Peter mi è piaciuto molto com’è strutturato, il suo viaggio nei ricordi, quell’alternanza tra il Peter di Neverland e quello di oggi, difficili da separare perché entrambe le personalità sono completamente sue. La componente fantasy è ricca di azione, adrenalina, polvere di fata e duelli, portandoci di nuovo nel magico mondo di Peter, l’isola su cui tuttə, almeno una volta, avremmo voluto fare una vacanza. Peter e Hook sono una coppia stranamente ben assortita, entrambi si completano a vicenda, sono uno la parte mancante dell’altro. Eppure la storia non mi ha convinta al 100%. Belle le scene spicy, belle quelle più leggere e “divertenti”, bella l’evoluzione dei personaggi da nemici (smemorati) ad amanti. C’è molta attrazione, istantanea, feroce, bollente, ma non ho letto molti dialoghi che mi facciano capire come dall’attrazione siano passati all’amore. Questa “mancanza” viene compensata però dai gesti e dalle azioni, anche se avrei voluto che parlassero un po’ più dei loro sentimenti, ecco.
