Sisters of Books

Questo blog nasce per recensire libri. Alcune recensioni saranno serie, altre un po' meno. L'obiettivo, comunque, è parlare di quanti più libri possibili.

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l’altra mamma- josh malerman

TRAMA:

Per Bela, otto anni, la mamma, il papà e la nonna Ruth sono tutto il suo mondo. Ma la sera, prima di andare a letto, c’è qualcun altro che le tiene compagnia. Lei la chiama l’altra mamma, esce dal suo armadio dopo la buonanotte, è una specie di amica che le parla e a volte fluttua sopra di lei.  Ultimamente, però, non smette di farle la stessa domanda: «Posso entrare nel tuo cuore?». E continua a chiederglielo diventando sempre più insistente, tanto che Bela capisce che se non dirà di sì, sarà la sua famiglia a farne le spese. 

L’altra mamma sta diventando irrequieta, più forte, più audace. In casa cominciano a succedere strani incidenti, e poi anche fuori, ai giardinetti. Bela si sente sempre più in pericolo e crede di poter contare sull’aiuto dei suoi genitori, ma quando scopre che anche loro hanno dei segreti, tutte le sue certezze vacillano. «Posso entrare nel tuo cuore?» 

RECENSIONE: Ho comprato questo libro subito appena uscito, e poi l’ho lasciato in libreria per mesi. Mi son decisa a tirarlo fuori perché a breve uscirà il film e, beh, io sono una che prima legge i libri e poi critica i film. Ma a malincuore, per la prima volta spero che il film sia migliore. Il libro parte bene, non con un’idea originalissima, ma bene. Bela, bambina di 8 anni, vede qualcosa nel suo armadio, qualcosa che le parla, qualcosa che le fa anche paura ultimamente. Tipico film horror. Da qui in poi mi aspettavo che succedesse il finimondo, e invece calma piatta. Linea piatta, un lungo Biiiiiiiiip straziante che annuncia il decesso del libro. Cercherò di spiegarvi i motivi senza fare spoiler. La parte centrale è molto ripetitiva, non succede nulla. Si pensa che appena i genitori scoprono l’entità cominci a succedere qualcosa, invece nulla. Tutti, protagonisti e non, girano in cerchio, si urlano contro, cercano soluzioni blande. Se la scrittura è particolare, senza virgole e caporali, trattandosi di una bambina che pensa e descrive ho apprezzato particolarmente, ma i dialoghi tra gli adulti sono a dir poco imbarazzanti. Gli adulti… Chiamarli adulti mi sembra un complimento. I genitori di Bela la usano come se fosse una psicologa, raccontandole i loro problemi, anche intimi. Non credo che una bambina abbia bisogno di sapere delle scappatelle di un genitore, correggetemi se sbaglio. Se non ci fosse stata l’entità sovrannaturale, avrei scambiato questo libro per un manuale su cosa non fare quando si è genitori. Per carità, poteva anche servire la parte psicologica, ma è stata trattata male. Finalmente il finale sembra resuscitare solo che, mentre leggi, il libro finisce. E io ancora mi chiedo cosa piffero sia successo, dove sta una spiegazione, dove sta una soluzione. Niente. Forse sono io a non averlo capito, per questo spero vivamente che il film mi dia delle risposte.

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