Sisters of Books

Questo blog nasce per recensire libri. Alcune recensioni saranno serie, altre un po' meno. L'obiettivo, comunque, è parlare di quanti più libri possibili.

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crossroads- mary durante

TRAMA:

Connor ha un bisogno disperato di sparire, allontanarsi il più possibile dal luogo in cui ha perso tutto. E se per farlo dovrà vendere la propria bocca, è un prezzo che è disposto a pagare. Almeno fino a quando offrirsi alla persona sbagliata non gli fa guadagnare un occhio nero e una cicatrice. È allora che incontra Hank. Un uomo burbero con una pistola, che ammette di essere un assassino ma gli dimostra più gentilezza di quanta lui ne abbia ricevuta negli ultimi mesi.

Hank ha rinunciato a ogni cosa per la vendetta, guidato da un’ossessione che gli brucia dentro quasi quanto l’odio per se stesso. Non ha spazio per i problemi altrui durante il suo viaggio solitario verso la morte. Solo che poi a incrociare la sua strada è un ragazzo in fuga, con gli occhi da cucciolo, la propensione per le domande inopportune e un’innocenza del tutto fuori luogo.

Un ragazzo abituato a sentirsi fuori posto e un quarantenne stanco della vita: fra giorni a stretto contatto, palline antistress e complotti, possono due uomini spezzati trovare un lieto fine assieme?

RECENSIONE: Sono una persona semplice: Mary scrive, io leggo. Lei pubblica una storia, e io leggendola scopro dentro di me una marea di emozioni che non sapevo di possedere. Non si limita a raccontare qualcosa, lei crea un’atmosfera immersiva, fa entrare chi legge nelle sue storie, nei suoi personaggi. Si ha quasi l’impressione di essere li con loro, a vederli innamorarsi, corteggiarsi, disagiare. Mancano solo dei popcorn in mano e una bibita mentre assistiamo allo svolgersi delle scene. Crossroads è così: stiamo seduti sul sedile posteriore della loro macchina, mentre guardiamo Hank e Connor che affrontano un lungo viaggio. Uno scappa da qualcuno, l’altro insegue qualcuno, ma entrambi hanno una cosa in comune: scappano da sé stessi. Il loro non è solo un viaggio on the roads mentre cercano di risolvere i propri problemi. Il loro è un viaggio dentro loro stessi, dentro i loro sentimenti, dentro i loro pensieri intrusivi. Stanno in macchina a cercare persone e risposte, ma allo stesso tempo sbrogliano la matassa di problemi che si portano appresso, di sensi di colpa. La disillusione e la stanchezza impressa in ogni ruga del volto, più o meno visibile.

Connor è un adorabile raggio di sole, geniale e iperattivo. Sorride, ma i suoi sorrisi sono tristi per chi sa ben guardare. È nei guai e, quando sembra toccare il fondo, viene salvato da un angelo burbero (🫶). Connor sa quello che vuole, non sa come chiederlo, ha paura a chiederlo. Si butta lo stesso, spesso rischiando di far finire fuori strada la macchina (non ha filtri questo cucciolotto 🥹). Ha sensi di colpa, terrore per il futuro, anche per il presente, ma è dannatamente coraggioso. L’aspetto angelico nasconde un carattere tosto che sa tirare fuori quando serve. Connor parte da un punto A ben preciso e, prima di arrivare alla Z, affronta di tutto. È impossibile non notare come Mary abbia affrontato un personaggio neurodivergente con cura, delicatezza, simpatia mista a quel pizzico di malinconia dovuta al credersi diverso, fuori posto. La sfida principale era quella di farlo sembrare “vero”, e posso dire che c’è riuscita.

Hank… Hank è un pasticcino armato di pistola (🥹). Deluso dalla vita, deluso da una giustizia che tarda ad arrivare, deluso da sé stesso. Arrabbiato con sé stesso e con il mondo. Fino a quando non salva Connor e, senza saperlo, comincia a salvarsi. Il viaggio che intraprende, prima da solo e poi in compagnia, lo porta ad affrontare un lungo e duro percorso introspettivo, alla ricerca della forza per andare avanti e perdonarsi. È semplice? Certo che no, figurarsi se Mary gli renderebbe la vita facile. Ma Hank non molla, riscoprendo l’amore per la giustizia, scoprendo che, anche se fa paura, autoperdonarsi porta a vedere il mondo in un’altra prospettiva. Forse il senso di colpa resterà sempre annidato in una parte del suo cuore, ma almeno ora riesce a conviverci.

Hank e Connor sono meravigliosamente complessi, con così tanti pensieri taciuti, e emozioni scoperte, che si fa fatica a pensare che possano vivere dentro una solo persona. Sono gentili, determinati, malinconici e innamorati. E anche voi li amerete.

Bene, ho parlato dei personaggi principali, prima di andare fatemi spendere 2 parole per tutto il resto del libro. L’azione? C’è, ovvio. I personaggi secondari da abbracciare/schiaffeggiare? Ci sono, ci sono. Il mistero ingarbugliato da risolvere? Oh, altroché se è presente. Come ho detto, Crossroads non è solo un viaggio on the roads, ma un insieme di azioni, conseguenze, doppiogiochisti, personaggi più o meno loschi, gatti. Il ritmo è adrenalinico quando serve, dolce nei momenti più pucciosi. La storia inizia che sembra che tutto vada già a rotoli, e sboccia pagina dopo pagina, mistero dopo mistero, azione dopo azione. Prende 2 uomini incasinati, gli butta addosso ancora più casini, e li lascia in balia degli eventi e dei sentimenti, mentre imparano a conoscersi, a crescere, a lavorare come una squadra. A innamorarsi e accettare che meritano di amare ed essere amati. E se durante tutto questo percorso la macchina ha sbandato più volte, beh, quella è colpa di Connor.

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