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Questo blog nasce per recensire libri. Alcune recensioni saranno serie, altre un po' meno. L'obiettivo, comunque, è parlare di quanti più libri possibili.

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tracce di lui- a.e.jensen

TRAMA: Hank

Sette anni fa Hank Dietrich ha perso l’amore della sua vita. La gente continua a dirgli che il dolore passerà col tempo. Che andrà meglio. Che può conoscere una persona nuova. Ma come ci si riprende da un amore così totalizzante che ti ha fatto rinunciare alla tua famiglia pur di averlo?

Finn

Sono passati otto anni da quando la tragedia si è abbattuta su di lui e l’intera vita di Finn Kennedy è stata strappata via dalle sue mani. Incapace di affrontare la propria colpa, Finn si lascia tutto alle spalle e diventa solo un altro sconosciuto senza nome e senza volto sulla strada. Ma scappare dal proprio dolore è vano quanto scappare dalla propria ombra.
Alla fine, Finn si ritrova malato e disperato in una cittadina del Nebraska. Hank, il gentile sconosciuto che lo accudisce fino alla guarigione, sembra essere uno specchio della tristezza e della perdita che abitano il cuore di Finn. Nel corso di pochi mesi invernali, trovano conforto l’uno nell’altro, ma cosa succederà quando arriverà il momento in cui Finn dovrà andare via? Il loro legame sarà abbastanza forte da permettere loro di essere vulnerabili? O avranno entrambi troppa paura di soffrire ancora?

RECENSIONE: Questa storia mi ha lasciata perplessa. È una bella storia ma il mio punto di vista critico è entrato in collisione col punto di vista soggettivo, cosa che non succede quasi mai. Una parte di me non vedeva l’ora di finirlo per leggere il loro lieto fine, l’altra parte non vedeva l’ora di finirlo per toglierselo dalla tbr e passare a qualcosa di diverso. Il mio punto di vista critico vi dirà che questa è una bella storia, delicata, sofferta. L’autrice parla di dolore e di perdita con delicatezza, rispetto, entrando in punta di piedi nella vita di 2 uomini che hanno perso molto e che hanno paura di affrontare il presente, paura di soffrire ancora. Hank e Finn hanno perso la strada, i loro punti riferimento, e affrontano la vita in modi diversi. Vagabondando solitario perché crede di meritare la solitudine uno; vivendo un’esistenza spenta fatta di routine e ricordi l’altro. Ma entrambi hanno una cosa in comune: hanno amato, perso e sofferto le pene dell’inferno, il tipo di dolore che un essere umano spera sempre di non provare, quello che non si augura nemmeno ai nemici. Il loro incontro è un segno del destino, l’universo vuole restituire loro un po’ della gioia persa. Finn ha un carattere molto solare rispetto al burbero Hank, le braci della sua vitalità alimentano ancora un fuoco impossibile da spegnere. Ed è quel fuoco che serve ad entrambi per scoprire che la sofferenza provata non li ha sconfitti, ma li ha plasmati, rimodellati e ricoperti di una dura scorza che serve loro per affrontare le sfide quotidiane, ma che lascia comunque intravedere il loro vero IO. Il percorso che affrontano assieme non è dei più semplici. Una cappa di dolore e sensi di colpa li ricopre quotidianamente, perdonarsi e capire di poter ancora amare e essere amati è una strada dissestata e piena di buche, ma che lentamente imparano ad evitare.

Il mio punto di vista soggettivo ha visto la meraviglia della storia, ma si è soffermato su altro. Su cosa? LE SCENE SPICY! In alcuni casi le ho trovate completamente fuori luogo, al limite dell’imbarazzante. Ogni volta che Hank pronunciava la parola Daddy, come se parlasse di una terza persona che osservava la scena, un brivido saliva lungo la mia spina dorsale e mi faceva venir voglia di chiudere il libro. Alcune scene sono molto carine, servono per comprendere i personaggi, per capire come il sesso quasi li aiuti ad esprimere ciò che a parole non riescono a dire. In altri casi però mi son sembrate solo riempitive, con un dirty talk francamente…cringe. E questo ha rovinato un po’ la mie esperienza con questa storia, che parla di dolore e rinascita.

Gli epiloghi sono 50/50. Qualcuno mi è piaciuto, qualcuno no. Forse avrei preferito un unico epilogo bello lungo. Il capitolo bonus invece l’ho adorato, è meraviglioso, e su questo non si discute.

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