TRAMA:
Il giorno peggiore della sua vita ha distrutto tutto ciò che Dante Fairchild credeva di avere: carriera, controllo, futuro.
Quando arriva a Cold Spring, non vuole ricostruire, vuole solo sopravvivere.
Poi incontra Leo Carver.
Leo è radicato, istintivo, impossibile da ignorare. Lavora in una stazione di servizio, ha le mani sporche di benzina e lo sguardo di chi non scappa mai.
Ed è etero.
O almeno… è quello che ha sempre creduto.
Silenzi che bruciano e notti che cambiano tutto rendono impossibile ignorarsi. Quello che cresce tra loro è lento, ostinato, irrimediabile. Come un bonsai.
Ma Dante sa che amare qualcuno che non è pronto può spezzarti.
E Leo sta ancora cercando di capire chi è davvero.
Quando il passato torna a reclamare spazio e il presente si incrina, avranno una sola scelta: restare, o scappare prima che sia troppo tardi.
Perché amare è facile.
Restare è ciò che fa davvero paura.

RECENSIONE: Resta anche quando fa paura è una storia profonda e delicata, un viaggio complesso su una strada dissestata, con sentimenti ed emozioni ingarbugliate. Vivere tutta una vita in un modo per poi scoprire, di punto in bianco, che forse quella vita non era tutto, che è qualcosa che ci si è cucito addosso come una morbida coperta per stare tranquilli, per evitare problemi, per evitare strani pruriti o fastidi. Dante e Leo sono complessi, forti nelle loro fragilità, meravigliosamente imperfetti, umani come pochi. Proprio come il sommo poeta, anche Dante Fairchild attraversa l’inferno, in compagnia di Leo Carver. Il loro primo incontro parte nel peggiore dei modi: tradimenti, licenziamenti, risse, solitudine. Un primo incontro che avrebbe fatto fuggire chiunque, ma che li avvicina, gettando già le basi per il futuro. La sera peggiore di Dante e Leo in realtà fa sì che 2 anime tormentate e spezzate si riconoscano, si avvicinino, si comprendano. Da quel primo incontro comincia la discesa dei gironi, perché ribaltare la propria vita non è semplice, avere sentimenti sconosciuti e non saper dare loro un nome fa una paura maledetta. Eppure quei sentimenti stanno là, impossibili da nascondere, troppo grandi e immensi per restare nascosti in un armadio, ma allo stesso tempo volendo restare chiusi perché il mondo esterno fa paura. Il giudizio fa paura. La vita in generale è spaventosa. Dopo l’inferno c’è il purgatorio, in cui Dante e Leo approfondiscono la loro conoscenza, imparando nuove cose uno dell’altro ogni giorno. Le nuove sfide vengono affrontate, i sentimenti analizzati, i problemi vengono risol…no, questo magari non subito, altrimenti non sarebbe un purgatorio. Dante lotta costantemente per avvicinarsi a Leo, incurante del fatto che l’uomo sia un istrice pieno di aculei. Ma nonostante le ferite inferte, Dante vuole arrivare al cuore di Leo. L’ha intravisto, lo vede nei piccoli gesti, sa che c’è e quanto sia immenso, lo vuole, ma è proprio quel cuore che entra in contrasto col cervello di Leo e gli impedisce di far cadere gli aculei e accettare Dante. Uscire a riveder le stelle è qualcosa che sembra umanamente impossibile, il cielo sembra coperto da una coltre di sofferenza e negazione che impedisce la visione dei corpi celesti. Quella sofferenza è sottile ma estremamente percettibile, avvolge chi legge e i protagonisti, rendendo ben chiare le difficoltà che si riscontrano nell’accettarsi, nello scoprire nuove parti di se.
Come disse Ron Weasley “soffrirai ma poi sarai felice, vedrai”, e per me questa è la sintesi perfetta di questa storia meravigliosa. Maurice ha scritto una storia di sublime bellezza e di delicata malinconia. Dante e Leo sono pieni di mille sfumature, ognuno coi propri problemi, ognuno coi suoi modi di affrontarli. La loro umanità e fragilità la si vede spesso, anche quando sembra che stiano per allontanarsi, che le cose tra loro non potranno mai aggiustarsi. La sottile ironia di Dante cela un animo ferito che riconosce in quello di Leo un suo pari. Dante cade, si ferisce, si rialza, e porge sempre la mano a Leo per aiutarlo a sua volta. Leo è un’anima incompresa che per troppo tempo si è piegato al volere del padre, della società, dei suoi pensieri intrusivi. Ma è anche un’anima paziente, e riversa questa pazienza nei suoi Bonsai, gioia e orgoglio della sua vita. Sta la a curarli, rinvasarli, a liberare le loro radici lentamente e delicatamente. E proprio come un Bonsai, anche lui subisce un rinvaso, le sue radici e le sue convinzioni vengono liberate delicatamente dalla pazienza di Dante, anche quando Leo oppone una feroce resistenza. Ma Leo è anche stanco di resistere e lo dimostra con una semplice parola: “RESTA!”
Resta è un ordine, una supplica, una richiesta d’attenzioni. È desiderio di obbedire, per una volta non fuggire. Restare e trovare un posto, magari tra le braccia di un uomo che comprende tutto il dolore che si ha dentro ma che non vuole cancellarlo, perché riconosce che quel dolore serve a crescere, a cambiare, e lo rende la persona che è.
