TRAMA: In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l’ora di incontrare i suoi nuovi ospiti… Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. L’entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.

RECENSIONE: Non leggo molti libri horror, forse questo è il terzo, ma devo dire che mi è piaciuto tanto. L’idea è semplice: 4 scrittori di libri horror che vengono riuniti in una casa, presumibilmente infestata, per parlare dei loro libri. E quella che sembrava una normale intervista, in realtà risveglia il mostro. Dopo un inizio un po’ lento, e un po’ troppo introduttivo dei personaggi, la storia prende vita magnificamente. L’autore è riuscito a creare un’atmosfera cupa e misteriosa, lanciando qua e là piccoli indizi sui personaggi, sulle sorelle Finch, sul passato misterioso di alcuni personaggi. Da subito si capisce chi saranno i personaggi principali, ma il libro è in realtà molto corale. Ci sono vari punti di vista, vari modi di vivere la casa degli orrori. Una cosa che mi è piaciuta tanto è come non ci sia un vero “mostro”, ma come la casa e la vita in generale facciano cambiare le persone. E come 4 scrittori dell’orrore, all’apparenza freddi o cinici, in realtà siano pieni di ferite e cicatrici che nascondono al mondo con le loro opere. L’animo umano più fragile che si nasconde dietro storie immaginarie, la paura nascosta da libri paurosi. Non è un libro perfetto, perché in alcuni punti può risultare lento, ma questo viene quasi coperto dalla descrizione della casa, un personaggio in tutto e per tutto. I suoi rumori, gli angoli bui, le sue vecchie abitanti. La storia dietro la casa sul Kill Creek è parte integrante di ciò che rende questo libro così bello. Ho adorato anche come l’autore abbia giocato coi segreti, con l’orrore tra la casa e le vite private dei protagonisti. Non è un libro che fa completamente paura, ma lascia un sottile filo d’inquietudine, un piccolo brivido gelato sulla pelle. Il tipo di brivido che le persone più sensibili, o paurose, interpreteranno come “bene, stanotte dormo con un occhio aperto, non si sa mai”.
