TRAMA: Dopo l’ennesima lite violenta, Adam raggiunge il punto di non ritorno: scappa di casa, portandosi via solo i vestiti che ha addosso, l’occhio nero che il padre gli ha appena fatto e la voglia di dire basta. Comincia così una nuova vita fatta di incertezza, tentativi, visite al centro di collocamento, lavori trovati e persi in fretta. Finché una sera, disperato, si ritrova a valutare anche le opzioni meno raccomandabili.
Frank Everett conduce una vita tranquilla e meno solitaria di quanto gli piacerebbe. Gestisce una fattoria e si divide tra cavalli, spese, burocrazia e pochi dipendenti che vivono sotto il suo stesso tetto. Negli ultimi mesi, poi, un’indagine su una serie di furti verificatisi in tutta la città lo tiene sveglio anche di notte, preoccupato di non sentirsi sicuro in casa propria.
La sera in cui Adam prende la peggiore decisione di sempre, Frank è lì per tirarlo fuori dai guai prima che il ragazzo si faccia male sul serio.
Che sia arrivata davvero la soluzione a tutti i guai di Adam? E magari anche la fine dell’isolamento volontario di Frank?
Tra cavalli dispotici e troppo intelligenti, decisioni un po’ impulsive e nuovi inizi sperati e non attesi, entrambi capiranno che non è mai troppo tardi per ritrovarsi a compiere una deviazione sulla strada che pensavano di percorrere per tutta la vita.

RECENSIONE: Tenuta Everett è il tipo di romance che mi piace tanto, con alcuni dei miei trope preferiti dentro, primo fra tutti il grumpy/sunshine. Come se non bastasse, ha anche quel pizzico di mistero che mi fa buttare a pesce su un libro. Chi sono io per dire di no a misteri e indagini? Ma ridurre Tenuta Everett ad una semplice manciata di trope è sbagliato, semplicemente sbagliato. In poco più di 400 pagine, si svolge la quotidianità di due uomini diversi che, poco alla volta, cominciano a conoscersi e a sviluppare dei sentimenti. Ma da cosa parte tutto? Adam, giovane uomo in procinto di laurearsi in legge, lascia la casa familiare dopo l’ennesima lite col padre, colui che dovrebbe amare incondizionatamente un figlio, indipendentemente dal suo orientamento sessuale. Solo, e con pochi risparmi, Adam si rifugia a casa del suo ragazzo, arrabattandosi tra mille lavoretti per non pesare su di lui, e tornare a studiare. Purtroppo, la bolla di tranquillità che si era creato, non impiega molto a scoppiare, lasciandolo solo e più sfiduciato che mai. Non impiega molto a prendere una delle decisioni peggiori che possa immaginare, ma quella decisione lo porterà anche a conoscere Frank, burbero proprietario della Tenuta Everett. Silenzioso, carismatico, fedele fino alla fine, Frank non impiega molto a prendere Adam sotto la sua ala protettiva, tenendolo allo stesso tempo a distanza. Frank e Adam hanno ferite profonde ma, mentre il giovane trova alla tenuta un’amica con la quale parlare, oltre alla sorella, il burbero Frank preferisce leccarsi le sue ferite da solo, nel suo studio, circondato da libri e ricordi. Il tempo che Adam passa lavorando alla tenuta, serve molto ai due uomini per imparare a conoscersi. Che sia attraverso gesti, parole, silenzi e buffi occhiolini, lavorare fianco a fianco cura le loro ferite, poco alla volta.
È il primo libro che leggo di Venda, ma non penso che sarà l’ultimo. Ho adorato immergermi in questa lettura, ricca di colpi di scena, di personaggi caratterizzati benissimo, di personaggi secondari che aiutano i nostri protagonisti ad avvicinarsi e conoscersi meglio, contribuendo ad arricchire la trama già di per se bella ricca. Non c’è stato un singolo minuto durante la lettura in cui io non mi sia sentita trasportata alla tenuta, a respirare l’odore delle stalle, o quello dei toast bruciati di Adam, a sentire l’odore della Stanza. È stata una lettura immersiva, sia nella tenuta che nei sentimenti dei due uomini. I toni a volte più leggeri hanno smorzato quelli che avrebbero potuto essere temi pesanti, come l’omofobia, il lutto, la solitudine, il tradimento ma la narrazione di Venda, sempre leggera ma non banale, aiuta questi temi a risaltare molto di più. Punto bonus per Pezzodipane, meraviglioso cavallo stupidamente intelligente, grazie al quale parte davvero la storia tra i due uomini. Solo l’epilogo mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca. Bello, chiude la storia, ma allo stesso tempo son rimasta con la sensazione che ci fossero ancora cose da dire. Chissà, magari arriva qualcos’altro.
