TRAMA: Alcuni incendi li combatti, altri li lasci bruciare. Con Calloway, non voglio fare altro che alimentare le fiamme.
Dopo trent’anni trascorsi come vigile del fuoco paracadutista, sono stato costretto alla pensione anticipata a causa delle ferite riportate sul posto di lavoro. Stabilirmi a Forestville è stata una decisione facile, ma cosa succederà dopo? Non ho idea di chi sono, a parte la mia identità da pompiere.
Quando incontro Calloway, riconosco uno spirito affine. Anche lui sta soffrendo, sebbene per ragioni molto diverse. Voglio abbracciarlo, aiutarlo, stringerlo… e riempirlo di baci perché, Dio, è stupendo.
Ma Calloway ha creato attorno a sé delle fasce tagliafuoco che rappresentano una sfida più grande di qualsiasi incendio io abbia mai affrontato. Ci vorrà del tempo per convincerlo che posso essere un buon amico… e un amante ancora migliore.
Sono saltato giù dagli aerei per ficcarmi in incendi estesi per quattrocento ettari. Ma innamorarmi di Calloway… beh, è la cosa più spaventosa che abbia mai fatto. E lo sto facendo senza paracadute.

RECENSIONE: Un orso da amare è stata una lettura incredibilmente romantica, ma anche un po’ tosta. Non è il primo libro della serie che parla di lutto, ma le emozioni di Calloway le ho sentite molto di più. I suoi pov erano impregnati di sofferenza, di voglia di guarire, ma non sapere come fare. Non è facile portare su carta delle emozioni così intense, che ti tolgono il respiro, che ti fanno persino immaginare come sarebbe perdere la persona che più ami e che ti vede per quello che sei realmente. Eppure Nora c’è riuscita. L’ha fatto parlando non solo del lutto, ma del silenzio che circonda chi resta da solo, dei momenti che non verranno più condivisi, della quotidianità persa all’improvviso. Della paura di andare avanti, ma anche della paura di restare bloccati per sempre in un limbo senza fine, fatto solo di ricordi e dolore. Con Calloway l’autrice ha dato il meglio di se, facendo immedesimare chi legge in un personaggio così dolce e complesso.
Ma oltre al lutto, l’autrice affronta anche un altro tipo di perdita. Il pensionamento improvviso a causa di un infortunio, la perdita della famiglia che una persona si crea a causa di un incidente improvviso. La quotidianità e la routine perse all’improvviso, il trasferimento in un nuovo paese per leccarsi le ferite. Anche Fraser sta vivendo un periodo di cambiamenti, diversi da quelli di Calloway, ma allo stesso tempo uguali. Anche a lui la terra sotto ai piedi è venuta a mancare, all’improvviso, quando non pensava minimamente che una cosa del genere potesse accadere. Ma, al contrario del dolce bibliotecario, Fraser ha più voglia di cambiare e reinventarsi. Che sia partecipando ad un club del libro, o ristrutturando casa sua, la voglia di vivere non lo abbandona.
Ed è questa forza potente e magnetica che lo spinge verso Calloway, attratto da lui al primo sguardo. Non tanto dal suo aspetto, quanto dalla forza che percepisce in lui. Sebbene Calloway viva con la paura costante di qualsiasi cosa, trova il coraggio di invitare un perfetto sconosciuto ad una lettura di poesie, cosa che colpisce Fraser in modi che nemmeno lui capisce all’inizio. Da quel momento le loro strade sono strettamente intrecciate, mentre si curano a vicenda, mentre scoprono lati di essi che fino ad allora avevano ignorato. Entrambi ricreano una quotidianità che avevano perso, ben consapevoli che hanno un passato alle spalle, ma consapevoli anche che quei ricordi, quelle giornate passate, li hanno modellati per essere ciò che sono oggi. Insieme scoprono che il passato avrà sempre un peso molto importante nelle loro vite, ma che è anche grazie a quello che ora hanno la possibilità di stare assieme, di riscrivere un nuovo capitolo della loro vita, guardando al passato con un sorriso nostalgico, e al futuro con un sorriso smagliante, tenendosi dolcemente per mano.
