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Questo blog nasce per recensire libri. Alcune recensioni saranno serie, altre un po' meno. L'obiettivo, comunque, è parlare di quanti più libri possibili.

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the place he loved- d. bee

TRAMA: Oliver ha quasi diciassette anni. È biondo, californiano e con un pessimo carattere – ma quello è colpa del segno zodiacale.
A causa del suo aspetto così simile a quello del fratello, morto in un incidente in un campo estivo tra le montagne, si sente intrappolato nella sua ombra. Per Henry, quel campo era una tradizione irrinunciabile. Per lui, invece, è il posto che gli ha portato via tutto.
Deciso a cercare un modo per dirgli addio, Oliver sceglie di trascorrere l’estate proprio lì, nello stesso campo che il fratello amava. Si immerge in un mondo che gli è estraneo, insieme a persone che conoscevano un Henry a lui del tutto sconosciuto. Incontrerà Ryker e Lizzie (la famiglia che non sapeva di volere), e Andres, un ragazzo silenzioso e contraddittorio, che rivede in lui il riflesso del fratello e che lo coinvolgerà in un amore complicato e travolgente.
Tra scontri, incomprensioni e una chimica innegabile, Oliver e Andres si avvicinano e si allontanano, imparando che il dolore non si supera, ma si trasforma.
E che l’amore non è mai semplice, ma vale la pena viverlo.

RECENSIONE:

Un campeggio.

2 Ragazzi.

Primi amori.

Lutto.

Amicizia.

Questi sono solo alcuni degli elementi che si trovano in questa storia dal sapore dolce amaro. Nonostante la simpatia di Oliver, la nostalgia, il dolore e il rimpianto permeano le pagine di questo libro. Raggiungere un campeggio amato dal fratello scomparso troppo presto, e trovare degli amici, l’amore, delle risposte alla domanda: perché a me? Perché alla mia famiglia?

Il dolore del lutto non viene mai urlato, ma raccontato dalle lacrime a fatica trattenute, dai silenzi pregni di rimpianti, dai ricordi vissuti tramite flashback o dai ricordi di chi Henry l’ha conosciuto. Per Oliver c’è un “prima” e un “dopo” Henry. Un prima fatto di litigi fraterni, di affetto non dichiarato ma esistente, di messaggi senza risposte ma che raccontano la loro storia. E poi c’è il dopo, fatto di pensieri spezzati, di una quotidianità che fatica a ritornare com’era, di sconfitta. Perché Oliver è convinto che a morire sia stato il fratello sbagliato, lanciandolo in una spirale di dolore e buio da cui fatica ad uscire. Il campeggio amato da Henry diventa il posto in cui ritrovarlo, in cui conoscerlo come non ha fatto quand’era in vita. Ma anche il posto in cui il buio rischia di inghiottirlo, perché tutti vedono in lui il riflesso “sbiadito” di Henry. Ma in mezzo al buio c’è una piccola luce, che lampeggia, si spegne e si riaccende. Una luce di nome Andres, che illumina gli angoli più bui di Oliver, ma che allo stesso tempo gli crea confusione. Andres ama lui o lo ama per chi gli ricorda? Il rapporto con Andres è fatto di alti e bassi, di urla e silenzi, di baci e allontanamenti. Mentre il loro rapporto cambia costantemente, con emozioni credibili, autentiche e reali, si accompagnano a vicenda nell’elaborazione del lutto e in un primo amore tanto forte quanto fragile.

Fra gli aspetti più riusciti di questa storia ci sono le amicizie fra persone completamente diverse, ma che in un qualche modo si completano; ci sono le rivalità con chi Henry l’ha conosciuto e l’ha “detestato” per gelosia; ci sono l’adolescenza e il desiderio di essere visti, capiti e compresi; e ci sono gli amori e le rotture che sembrano la fine del mondo quando si è così giovani. Ci sono sofferenza, fragilità, lutto e dolore, tanto. Che toglie il respiro con la sua intensità. Che lascia con le lacrime agli occhi e prende a pugni nello stomaco. Che avvolge e trascina il lettore nel buio insieme a Oliver e Andres, prima di riuscire a tornare alla luce, accettando quello che è successo, consapevoli che il passato non si può cambiare, che cambia chi rimane e che andare avanti è l’unica soluzione. Zoppicanti, magari, ma sapendo di non essere soli.

Concludo dicendo che a PARERE MIO, questo non è un romance, ma più un libro sulla crescita, la scoperta e l’accettazione. La storia d’amore c’è ma, nonostante sia un punto centrale del libro, i rapporti tra i vari personaggi li ho trovati molto più importanti e decisivi.

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