TRAMA:
In fuga dal suo ex, un uomo brutale e senza scrupoli, Beth viene accolta da Mary-Ann Jones e da suo figlio Ryan, un veterano di guerra, danneggiato da un passato che non può dimenticare. Beth trova così rifugio in una casa abbandonata di proprietà dei Jones, che cela però dei terribili segreti.
Là dentro nulla è come sembra e, quando la giovane ritrova i diari di una donna scomparsa nel 1942, fantasmi di un tragico passato si risvegliano, con conseguenze fatali.
Ryan è il solo che potrebbe aiutarla, ma è un uomo diffidente ed è convinto che la ragazza non abbia raccontato tutta la verità su di sé.
Beth, infatti, troppo ferita dal suo passato e terrorizzata dal fatto che il suo ex la possa rintracciare, tiene tutti a distanza.
I due, però, potrebbero non avere scelta: perseguitati nel presente e perseguitati dal passato, dovranno imparare a fidarsi l’uno dell’altra per poter sopravvivere.

RECENSIONE: I libri che uniscono passato e presente, giallo e paranormal, a me solitamente piacciono tanto. Eppure qualcosa qua non ha funzionato. La storia non è male, mi è piaciuta, ma qualcosa proprio non mi ha convinta. Andiamo con ordine.
1-Fra le cose che ho amato principalmente ci sono i diari di Lizzie. Leggere i ricordi di Lizzie, la vita dura che conduceva, e poi leggere di Beth e della sua vita, sicuramente ha dato un tocco in più alla storia. Le due donne sono accumunate dal fatto di aver avuto persone violente nella propria vita, le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerle. Ma anche da un’incredibile forza che le ha fatte andare avanti anche quando sembrava che non ce l’avrebbero più fatta. Sono 2 donne resilienti, seppur in modi differenti. Sono coraggiose e decise a non arrendersi, nonostante la paura che entra nelle loro ossa e non vuole abbandonarle.
2-La mamma di Ryan, altra donna con un carattere forte che detta legge in modo amorevole, vedendo cose che nemmeno le altre persone vedono. Lei credi in Beth, crede nella sua forza. E fa da supporto emotivo a suo figlio, un veterano che si sta riprendendo da un brutto trauma. Sicuramente le donne descritte in questa storia sono meravigliose, che siano buone o cattive.
3-Il mix di generi che rende la storia accattivante e molto scorrevole. Il paranormal intrecciato col giallo e col romance. Mischiati bene in modo che un genere non prevalichi sull’altro.
4- Il cattivo della situazione. Talmente cattivo che faceva male leggerlo. I suoi comportamenti, le sue frasi, volte solo a ferire e abbattere chi ha davanti. Scritto bene, con un accenno al suo passato che lascia il lettore ad immaginare cosa sia successo. Non è il protagonista della storia, ma lo è della storia di Beth, quindi ha poche apparizioni ma veramente ben scritte.
5- Il trauma della violenza non solo fisica, ma anche psicologica, che non viene nominata ma lo si capisce dai comportamenti di Beth, di come si senta lei in difetto, di come fino alla fine cerca quasi di “giustificare” il suo aguzzino. Scrivere la violenza fisica è facile, ma quella psicologica, quella invisibile che lascia ferite che nessuno vede, quella è complessa. E qua la si percepisce davvero bene.
E ora passiamo alle cose che non mi hanno convinta.
1- La mancanza di un vero e proprio epilogo. Quello l’avrei voluto, perché Sapere come Ryan e Beth avrebbero affrontato il loro futuro è importante. Leggere di come entrambi superano il loro trauma, o almeno che ci lottano contro. Purtroppo manca, e questo è grave.
2- Ryan, personaggio meraviglioso, ma che necessitava di più approfondimento. Si capisce che è un uomo profondamente buono e leale, ferocemente protettivo, ma fin da subito Ryan sembra quasi l’appendice di sua madre e di Beth. È un veterano con DSPT, eppure questo trauma l’ho sentito poco.
Non ci sono altri punti negativi, tranne forse che avrei voluto dei warning iniziali per essere preparata alle scene di violenza fisica. Non tutte le persone riescono a leggere scene di questo tipo a cuor leggero.
