TRAMA:
Dodici anni sono un lungo periodo da trascorrere lontano da casa.
Ora sono tornato per spargere le ceneri dei miei genitori, e con me non ho altro che il dolore e il desiderio di riconnettermi con la famiglia che mi sono lasciato alle spalle.
Tra loro c’è anche David, il mio migliore amico d’infanzia. Ormai siamo cresciuti entrambi, ma lui mi ricorda ancora una perfetta giornata in spiaggia: è luminoso, caldo e assolutamente irresistibile.
Con ogni momento trascorso insieme, ogni ricordo inseguito, mi rendo conto che forse tornare a casa non significa rimettere piede in un posto specifico – si tratta di percorrere il cammino che mi riporterà dalla persona giusta.
Solo che lui nasconde dei segreti, e più il nostro legame si rafforza, più temo che questa seconda possibilità per trovare l’amore possa sfuggirmi di mano.

RECENSIONE: Ho riflettuto a lungo su come impostare questa recensione. Ho anche riletto un po’ la storia per capire se mi fossero sfuggite alcune cose. Ma, a malincuore, questa sarà una recensione negativa. E vi giuro che ci sto restando malissimo, perché Ana Ashley scrive sempre libri dolcissimi, di quelli che fanno bene all’anima, quelli che ti fanno ritornare ad avere fiducia nel genere umano. Quindi, cosa non ha funzionato stavolta? A mio avviso, il problema principale è stato quello di aver messo troppa carne al fuoco, in un libro che avrebbe avuto bisogno di 500 pagine per elaborare tutto. È una storia second chance, ma anche un friends to lovers, c’è una famiglia ritrovata, un’elaborazione del lutto, incomprensioni, omofobia e una possibile demisessualità. Troppe cose da analizzare tutte assieme. L’autrice è riuscita a parlare di tutti questi argomenti, ma senza approfondire troppo, e questo è stato l’errore principale. So che Ana è in grado di scrivere second chance e friends to lovers, perché li ho letti e mi sono piaciuti, ma qua si è persa un po’ per strada. Non mi dispiacerebbe leggere una novella su di loro, magari per approfondire un po’ i caratteri, perché il potenziale c’è. Ci sono bei personaggi secondari, famiglie amorevoli, e l’atmosfera portoghese è immersiva, ti fa venire voglia di percorrere le loro stesse strade. I protagonisti sono dolcissimi, entrambi alle prese con dei lutti, più o meno recenti, e il loro dolore si sente. Anche i dialoghi non mi sono dispiaciuti. Però, nel complesso, avrebbe avuto bisogno di più approfondimento.
