TRAMA:
I Lezov non sono mai stati una famiglia.
Ci hanno provato, ma hanno fallito in fretta, lasciando dietro di loro solo silenzi e ferite.
Andrey non glielo ha mai perdonato e ha imparato a vivere senza i suoi genitori e senza i suoi fratelli. Li ha cancellati a uno a uno, aspettando il giorno in cui avrebbe potuto guardarli dall’alto in basso senza sentire più nulla. Senza sentirsi ancora il bambino abbandonato a casa della nonna.
Ma dopo essere cresciuto con Rock, aver trovato dei veri amici, aver incontrato Eliah e aver scoperto che amare è sempre un rischio che vale la pena correre, ha semplicemente scelto di seguire la propria strada e di non guardarsi più indietro.
I Lezov sono un ricordo messo in soffitta, a cui ha smesso di pensare.
Ma loro, forse… non hanno mai smesso di pensare a lui.

RECENSIONE: Abbiamo conosciuto Andrey Lezov in Let’s Twerk dove, per quanto meraviglioso, non si è distinto per simpatia. Lo ritroviamo in Let’s Rise, cresciuto (d’età), ma più…sconfitto. Miserabile nella sua tristezza, chiuso nel suo dolore. Incapace di reagire al tiro mancino che la vita gli ha riservato. Non sottomette più, si è arreso. Fino a quando una scazzottata non gli cambia la vita, di nuovo. Eliah lo riporta alla vita, lentamente, faticosamente, lo fa ritornare ad essere quel Re che sottometteva, lo fa crescere nel corso di 4 libri (non solo d’età stavolta), e gli insegna ad amare. Gli insegna ad accettare l’amore, gli dimostra che non è solo, che i veri amici gli restano accanto anche nei momenti peggiori. Andrey non abbatte il muro che aveva creato, ma lo usa per sedercisi sopra e guardare il mondo. Di nuovo Re, di nuovo in cima, ma non da solo. Fino a quando la sua famiglia non ritorna nella sua vita, e il muro solido che lo sosteneva, comincia a creparsi. Crepe profonde come crepacci, insidiose, pericolose, che gli fanno franare il mondo sotto ai piedi. Andy è cresciuto, è cambiato, ha una stabilità emotiva e romantica, ma il bambino dentro di lui che aveva messo a tacere, torna ad urlare e ad esigere risposte. Risposte per delle ferite che non aveva mai realmente curato, che tornano a far male, che rischiano di infettarsi. Ma, pur malandato, Andrey non esita a comportarsi di nuovo da fratello maggiore e correre dalla famiglia, a costo di restarci male. Non solo perché il bambino dentro di sé vuole risposte, ma perché l’ha sempre fatto, e Andrey è uno che non si tira indietro davanti alle difficoltà, non più.
Silver Lining esplora le dinamiche complesse della famiglia. Quella non fatta solo di sorrisi, abbracci e comprensione, ma composta da abbandoni che pesano come macigni, silenzi che feriscono più delle coltellate, liti e urla che si piazzano nel cuore e non ne escono più. I Lezov non sono mai stati una famiglia, ma vogliono tornare ad esserlo. Ma dopo 20 anni passati a odiare tutti, pur non odiandoli sul serio, quanto sarà facile la convivenza per Andy? Risposta: non lo è! La convivenza risulta forzata, con sguardi taglienti e parole affilate, usate per infliggersi ulteriori ferite. Eppure Andy ha un angelo che lo protegge dalla distanza, Eliah, che lo sprona a non arrendersi. Non che Andy volesse farlo sul serio. Perché Andy in fondo è ancora quel bambino/adolescente/adulto che non ha mai smesso di cercare occhi simili ai suoi tra la folla. Andy perdona facilmente perché non li ha mai realmente odiati. Ha odiato i silenzi, le non spiegazioni, ma mai realmente la sua famiglia. Andy ha odiato…odiare. E nel momento in cui lo capisce, il muro crolla definitivamente. Le crepe non erano la per far cadere Andy, ma per dimostrargli che il mondo è più bello se libero di camminare tranquillamente, mano nella mano con la sua famiglia. Che stare seduti ad osservare dall’alto sarà anche bello, ma essere libero di andare ovunque, senza scavalcare o aggirare ostacoli, è anche meglio.
Ps- Se mai diventerò vecchia, vorrò essere come Rochelle: Una vecchia bevitrice di vodka armata di fucile!
