TRAMA:
Due anni fa ho perso tutto.
Insieme a mia sorella se ne è andato il senso di tutto ciò che, fino ad allora, avevo considerato importante.
Ed è tutta colpa sua.
Non ho mai odiato nessuno, come odio lui, il suo migliore amico. E non solo perché Katy teneva a lui più di quanto tenesse a me. Lo odio perché è tutta colpa sua.
Deve starmi lontano, gliel’ho detto quel giorno stesso.
Invece, due anni dopo, il teppista si presenta a casa mia con una proposta assurda.
Rifiuto, ovviamente, e lo caccio via.
Pensate che quel moccioso ribelle ascolterà?
Ovviamente no.
La sua vicinanza diventa un’ossessione che mi distrae persino dall’unica cosa che mi è rimasta, il basket. E non solo perché sembra custodire pezzi di lei che io ignoravo.
Voglio guardarlo, toccarlo. Spezzarlo.
Prendergli tutto, corpo, testa e cuore. Finché non gli rimarrà nulla.
E a me, a quel punto, cosa resterà?

RECENSIONE:
Like you hate me è una storia intensa, che esplora i confini tra amore e odio. Fin dalle prima pagine la storia è forte, cruda, piena di sentimenti che non sono solo bianchi o neri, ma ricchi di sfumature complesse. I personaggi sono reali, imperfetti, umani nelle loro fragilità. Xavi e Nate si girano attorno in un girotondo di amore e odio, attrazione e disgusto. Il passato è difficile da cancellare, e forse nemmeno vogliono cancellarlo, preferendo crogiolarsi nel dolore e nei sensi di colpa. Sensi di colpa per la morte di una persona tanto amata, per non esserci stati, per non essere stato il punto di riferimento. E in mezzo a questo dolore, tanta attrazione che si fa fatica a comprendere e spiegare. Il sesso usato come punizione, frasi cattive volte solo a ferire l’altra persona, l’alcool usato per dimenticare e uccidere il dolore. L’autrice usa frasi e scene forti e emotivamente intense per descrivere il dolore di 2 giovani uomini che non sanno come andare avanti, non quando sono completamente soli, con famiglie assenti e che non li sostengono. Le scene più strong non sono buttate a caso, ma servono a comprendere bene i loro caratteri e a farli crescere. Non c’è una vera e propria guarigione, cosa che ho molto apprezzato in quanto non basterebbe un solo libro per curare simili ferite, ma ci sono dei chiarimenti e un’ammissione di sentimenti che, per quanto abbiano provato a reprimere, superano persino l’avversione.
Questa storia, come ho già detto, è cruda e intensa, quindi leggetela con la consapevolezza che non è un romance pieno di fiocchetti e unicorni, ma che ha delle tinte dark che potrebbero disturbare. Ci sono riferimenti ad omofobia, suicidio, dubbio consenso e altro ancora.
Piccola nota negativa: ho trovato alcune scene un po’ ripetitive e il motivo della lite principale un po’… “forzato”. Per il resto questa è una storia che consiglio, sopratutto se amate i libri forti, che sono un pugno allo stomaco.
