TRAMA: Samuele:
Da diciannove anni la mia vita è fatta di studio, famiglia, pochi amici e tanta preghiera. Vivo nella speranza di seguire il giusto percorso che Dio mi ha riservato: trovare una ragazza che amo con la quale costruire una nuova famiglia. Dentro di me, però, so di essere un peccatore, perché il mio corpo e il mio cuore anelano a tutt’altro. Provo a scacciare via certi pensieri, ma è difficile quando quell’arrogante e presuntuoso di Valerio fa di tutto per innervosirmi. E più lo fa, più dentro di me bruciano sentimenti contrastanti che faccio fatica a gestire.
Valerio:
Sono passati tre anni da quando sono fuggito dalla periferia per vivere in città, lontano dagli occhi invadenti dei miei genitori. A loro non ho mai detto di essere bisessuale, perché non ho intenzione di turbare l’immagine che hanno di figlio perfetto. Tanto, quando finirò l’università, punterò a innamorarmi di una ragazza.
Nel frattempo, mi diverto più che posso. Starei benissimo se non fosse per quel chierichetto bacchettone di Samuele che mi guarda come se dovesse fulminarmi con il giudizio divino. È per questo che ho sempre voglia di tormentarlo ma… Perché più gli do fastidio e meno riesco a togliermelo dalla testa?

RECENSIONE: Una storia emozionante, dolce e complessa, con personaggi che ti restano dentro a lungo. Questo è il riassunto super stretto di una storia che parla di accettazione, fede, coming out complessi, famiglia e amicizia. Con uno stile semplice e coinvolgente, l’autrice ci porta a Genova per farci conoscere la quotidianità di Valerio e Samuele, tanto diversi quanto uguali. I
l primo molto solare, ama stare in compagnia, fare amicizie e provocare Samuele. Eppure, sotto la maschera fatta di risate e spensieratezza, Valerio nasconde la paura di fare coming out coi genitori, paura di deluderli e di non rispettare le loro aspettative. Vive la sua vita col sorriso sulle labbra, pianificando il suo futuro in Laurea, Moglie, Figli in modo da non dover mai dire nulla ai genitori. Questo almeno finché non incontra Samuele, e i suoi piani vanno a rotoli.
Samuele è più timido, vive sotto le regole ferree della sua famiglia, e fa parte di una comunità religiosa che lo fa sentire a disagio nella sua stessa pelle. Perché Samuele crede in Dio, ma allo stesso tempo è risentito perché il Dio che tanto ama pensa che l’abbia fatto sbagliato. Ma sbagliato per chi? Non negherò che, per me, Samuele è quello col percorso molto più complicato. Sa di essere gay, sa di desiderare gli uomini, eppure vorrebbe solo essere diverso, soddisfare ciò che la famiglia, e la chiesa, si aspetta da lui, portandolo a vivere male con se stesso. Il Samuele che parla con la famiglia, e quello che vive nella sua testa, sono completamente diversi. I suoi pensieri e le sue azioni sono quelle tipiche di un ventenne, ma solo quando è con gli amici, lontano da chi le persone come lui le giudica. Ma anche per lui tutto cambia quando nella sua vita ritorna il suo amico d’infanzia, ed entra per la prima volta Valerio. Valerio, che con le sue battute e provocazioni lo tra fuori dal guscio, gli fa tirare fuori gli artigli, e lo porta a mettere in discussione tutto quello in cui aveva creduto fino a quel momento.
Valerio e Samuele sono una coppia come purtroppo ce ne sono ancora molte al mondo. Che siano orgogliosi e fieri di essere queer, o che si sentano sbagliati, vivono col peso delle aspettative altrui addosso. Questa storia però è un piccolo faro di speranza per chi crede che si debba essere tuttə ugualə, che l’essere queer sia un peccato, che amore e religione non possano coesistere. È una luce nel buio per chi pensa che le aspettative altrui debbano condizionare le nostre vite, o che “Dio” non ami i suoi figli (lo scrivo da atea, eh). Questa storia d’amore dolce e complicato, divertente ed emozionante, forte e fragile serve a ricordare che anche dopo la notte più buia, l’ALBA arriva sempre a rischiarare i cuori e gli animi più delicati.
